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Bra 23 -
Carmagnola (TO) |

La critica d'arte
| Dell'attività di Piero Rasero si sono
interessati critici, giornalisti e scrittori. Si menzionano fra tutti: Gerard Argelier, Giorgio Barberis, Claudia Bocca, Laura Bonaudi, Angela Canepa, Luciano Carini, Nietta Castrin, Massimo Centini, Ennio Concarotti, Andrea Diprè, Tersilia Gatto, Emanuele Lazzini, Paolo Levi, Francesco Lodola, Mario Marchiando Pacchiola, Luciano Marcucci, Sara Merlino, Franco Mondello, Carlo Morra, Flaminio Novelli, Antonio Oberti, Alfredo Pasolino, Piero Perona, Michelangelo Romano, Enzo Santese, Gino Spinelli de Sant'Elena e Aldo Valleroni. |
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"...Piero
Rasero è un artista che riconduce il paesaggio alla sua realtà poetica,
esaltandone i particolari senza trasformare in chiave di sogno ciò che
egli capta con animo puro nel quotidiano. Il Vero, la Verità, per questo
maestro della tavolozza, sono già sogni visibili, senza dover giocare
d'astuzia con il surreale. Lavori dal difficile studio prospettico e di
luce ci fanno condividere la tranquillità di un mondo incontaminato,
entro il quale vorremmo, perché no? navigare, ritirarci, ripararci. Piero Rasero si esprime tramite
l'affrontare la bellezza del mare e le sue case assolate, estive, dove le
bouganvillee avvolgono, in uno scialle rosso-giallo, i muri. Si direbbe che
gli esterni di Rasero siano impregnati di un'atmosfera, di una
sensibilità così segrete e toccanti per cui all'osservatore è chiaro
quanta civiltà interiore vi sia in questi lavori, composizioni dov'è
esaltata la semplicità della natura, mai declamata. Dalle sue opere viene incontro un
dolce presagio di serenità, grazie a una luce impalpabile e diffusa,
intessuta da un senso di sospensione, di attesa misteriosa, di dolcezza
calda, estiva..." |
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"...Piero
Rasero scandaglia le potenzialità del rapporto tra l'idea di solarità
e la natura nella resa dei paesaggi, sistemati sul piano compositivo con
un equilibrio di toni cromatici che danno voce alle presenze fisiche del
quadro, in mezzo a un silenzio melodioso di quelle porzioni di natura.
L'opera invita lo sguardo a distendersi dalle evidenze in primo piano
sulle prospettive lunghe dell'orizzonte, dove luce e colore convergono
in una sintesi dagli effetti seducenti. |
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"...Figlio
di questo nostro martoriato presente, ma interamente immerso nel proprio
tempo, Rasero ha trovato nei prodromi ottocenteschi la ribellione alla
fredda razionalità dell’intelligenza e si è avviato verso le teorie
di un Soren Kierkegaard per diventare artista-seduttore attraverso
espressioni ironiche, liliali, e malinconiche al tempo stesso. Il tutto
cogliendo l’attimo fuggente e cristallizzando nell’eternità delle
sue opere il vulcano attivo della vita che scorre per veicolare il
messaggio recondito di una personalissima ricerca. Perché un buon
pittore sa come comporre il proprio disegno – sottolineava Susan
Woodford – sa usare sottilmente le sfumature dei colori o creare
decise dissonanze tonali, ed è conscio della tradizione nella sua forza
e nei suoi limiti. E in un’epoca in cui non sono più il senso del
bello o la profondità di un messaggio a rendere significativa
un’opera d’arte, Piero Rasero sa ancora consegnarci il chiaro,
nitido, sentimentale messaggio di una collina autunnale, di una silente
marina o di una sonnolenta piana: con singolare schiettezza, grande
intimismo ed inconfondibile proprietà di linguaggio..." |
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"...Piero Rasero racconta ogni più nascosto e intimo segreto custodito dalla natura e lo mostra a noi con disarmante verità; semplicemente narrando.
Nelle sue tele ogni cespuglio, ogni foglia, ogni petalo viene affrontato con estrema cura formale, trattato come un micro-cosmo. Una
prospettiva di luci, ombre e colori dona profondità alle opere, modellando uno
spazio fisico che appare in rilievo. I paesaggi si estendono così oltre i
limiti fisici della tela, fino ad avvolgere e comprendere in sé l'osservatore,
che è spinto ad appoggiarsi ai muretti assolati o cercare il fresco profumo dei
cespugli in fiore, sfiorandone i petali. La luce calda e forte del sole riempie di colore una parte, ne lascia in ombra un’altra, crea contrasti netti.
E percepiamo la freschezza dell’ombra di un pergolato, il caldo torrido dei vicoli assolati, il profumo intenso della vegetazione mediterranea... E’ un brano di verità che forse cela una sottile e quasi impercettibile malinconia
..." |
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"...L'artista ama
raccontare una natura fra luci e riflessi, dai colori cangianti e verosimilmente
accattivanti... Un paesaggio naturale e ricco di effetti ottici, che apportano
grandi e infinite conoscenze della sua creatività visiva..." |
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"...Rasero è
molto bravo per le prospettive che sa creare, dimostrando di conoscere quelli
che sono gli elementi base del disegno assonometrico e della prospettiva. |
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"...A suo modo
egli è un poeta, dell'atmosfera, delle piante, delle acque, del silenzio.
Accolti quel tanto che convengono al suo temperamento meditativo e tenero
tendente a superare la realtà per evidenziarne quella più nascosta e
complessa..." |
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"...Antonio Oberti
lo aveva definito Poeta del Silenzio per il suo discorso pittorico volto
ad una visione pessimistica, rappresentata simbolicamente da suggestive
atmosfere metafisiche da cui trapelava sempre una voluta malinconia. |
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"...Nei paesaggi
di Rasero prevale il motivo dell'albero, nel suo lavoro c'è sempre la volontà
di mediare il dialogo tra la molteplicità di sensazioni che lo assalgono
quotidianamente , ed il bisogno di comunicare agli altri il magnifico mondo
delle emozioni che chiede di visualizzarsi in gesto, il colore, la traccia
poetica..." |
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"...Il suo sguardo
coglie e trasferisce sulla tela tutte le vibrazioni cromatiche del mare e delle
fronde, con contrasti luce/ombra di limpidezza incredibile che emergono
prepotenti e delicati insieme, con tocco sicuro e pulito..." |
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"...La
freschezza del colore, l'armonia delle tinte, il sapiente accostamento cromatico
(caldo-freddo, luce-ombra) ci colpiscono per primi, i gialli, i malva, i viola,
i grigi sono per lo più usati schietti, così come le terre li danno. La
sommessa musica ed il forte concentrato di molti accostamenti saltano agli occhi
in ogni composizione. Sicurezza di segno e di tocco si accompagnano, in Rasero,
a questa sensibilità nel colore. Scelte scenografiche, di quella nitida
resecazione della natura, soltanto in apparenza indifferente, in realtà guidata
da una inflessibile regione ritmica che dal 'presto' trapassa, in pause
misurate, ad un 'largo' melanconico, come in uno specchio di cristallina
limpidezza, il tutto a prova di una piena vena e capacità compositiva e
cromatica..." |
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"...Il paesaggio
spesso si accende di cromìe se un roseto o un cespuglio di lillà si abbarbica
contro un muro baciato dal sole; il contrasto cromatico dà allora motivo al
pittore per comporre una pagina di grande suggestione..." |
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"...Si tratta di
uno stile espressivo meditato, più poetico che descrittivo. E' così che Piero
Rasero può superare una verità soltanto paesaggistica e raggiungere una
narrazione pittorica ricca di profonde vibrazioni spirituali..." |
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