Piero Rasero - Pittore figurativo paesaggista

via Bra 23 - Carmagnola (TO)
telefono 011-9722176
mobile 368-7215618

pierorasero@pierorasero.it


 

La critica d'arte

Dell'attività di Piero Rasero si sono interessati critici, giornalisti e scrittori.
Si menzionano fra tutti: Gerard Argelier, Giorgio Barberis, Claudia Bocca, Laura Bonaudi, Angela Canepa, Luciano Carini, Nietta Castrin, Massimo Centini, Ennio Concarotti, Andrea Diprè, Tersilia Gatto, Emanuele Lazzini, Paolo Levi, Francesco Lodola, Mario Marchiando Pacchiola, Luciano Marcucci, Sara Merlino, Franco Mondello, Carlo Morra, Flaminio Novelli, Antonio Oberti, Alfredo Pasolino, Piero Perona, Michelangelo Romano, Enzo Santese, Gino Spinelli de Sant'Elena e Aldo Valleroni.

 

"...Piero Rasero è un artista che riconduce il paesaggio alla sua realtà poetica, esaltandone i particolari senza trasformare in chiave di sogno ciò che egli capta con animo puro nel quotidiano. Il Vero, la Verità, per questo maestro della tavolozza, sono già sogni visibili, senza dover giocare d'astuzia con il surreale. Lavori dal difficile studio prospettico e di luce ci fanno condividere la tranquillità di un mondo incontaminato, entro il quale vorremmo, perché no? navigare, ritirarci, ripararci. Piero Rasero si esprime tramite l'affrontare la bellezza del mare e le sue case assolate, estive, dove le bouganvillee avvolgono, in uno scialle rosso-giallo, i muri. Si direbbe che gli esterni di Rasero siano impregnati di un'atmosfera, di una sensibilità così segrete e toccanti per cui all'osservatore è chiaro quanta civiltà interiore vi sia in questi lavori, composizioni dov'è esaltata la semplicità della natura, mai declamata. Dalle sue opere viene incontro un dolce presagio di serenità, grazie a una luce impalpabile e diffusa, intessuta da un senso di sospensione, di attesa misteriosa, di dolcezza calda, estiva..." (Paolo Levi)

 

"...Piero Rasero scandaglia le potenzialità del rapporto tra l'idea di solarità e la natura nella resa dei paesaggi, sistemati sul piano compositivo con un equilibrio di toni cromatici che danno voce alle presenze fisiche del quadro, in mezzo a un silenzio melodioso di quelle porzioni di natura. L'opera invita lo sguardo a distendersi dalle evidenze in primo piano sulle prospettive lunghe dell'orizzonte, dove luce e colore convergono in una sintesi dagli effetti seducenti.
L'artista muove dalla consapevolezza di fissare la realtà sulla tela imprimendole quel guizzo lirico che la sospende in una posizione d'incanto per i luoghi evocati, ma soprattutto di estraniazione dal mondo fisico proprio partendo da quei medesimi siti. In questo la pittura di Rasero realizza quel tratto di comgiunzione fra la memoria e la fantasia, tra le esperienze acquisite e le sorprese del contemporaneo, così come egli lo vive a contatto con il reale..."
(Enzo Santese - Arte Mondadori)

 

"...Figlio di questo nostro martoriato presente, ma interamente immerso nel proprio tempo, Rasero ha trovato nei prodromi ottocenteschi la ribellione alla fredda razionalità dell’intelligenza e si è avviato verso le teorie di un Soren Kierkegaard per diventare artista-seduttore attraverso espressioni ironiche, liliali, e malinconiche al tempo stesso. Il tutto cogliendo l’attimo fuggente e cristallizzando nell’eternità delle sue opere il vulcano attivo della vita che scorre per veicolare il messaggio recondito di una personalissima ricerca. Perché un buon pittore sa come comporre il proprio disegno – sottolineava Susan Woodford – sa usare sottilmente le sfumature dei colori o creare decise dissonanze tonali, ed è conscio della tradizione nella sua forza e nei suoi limiti. E in un’epoca in cui non sono più il senso del bello o la profondità di un messaggio a rendere significativa un’opera d’arte, Piero Rasero sa ancora consegnarci il chiaro, nitido, sentimentale messaggio di una collina autunnale, di una silente marina o di una sonnolenta piana: con singolare schiettezza, grande intimismo ed inconfondibile proprietà di linguaggio..."
(Giorgio Barberis - Corriere dell'Arte, dicembre 2007)

 

"...Piero Rasero racconta ogni più nascosto e intimo segreto custodito dalla natura e lo mostra a noi con disarmante verità; semplicemente narrando. Nelle sue tele ogni cespuglio, ogni foglia, ogni petalo viene affrontato con estrema cura formale, trattato come un micro-cosmo. Una prospettiva di luci, ombre e colori dona profondità alle opere, modellando uno spazio fisico che appare in rilievo. I paesaggi si estendono così oltre i limiti fisici della tela, fino ad avvolgere e comprendere in sé l'osservatore, che è spinto ad appoggiarsi ai muretti assolati o cercare il fresco profumo dei cespugli in fiore, sfiorandone i petali. La luce calda e forte del sole riempie di colore una parte, ne lascia in ombra un’altra, crea contrasti netti. E percepiamo la freschezza dell’ombra di un pergolato, il caldo torrido dei vicoli assolati, il profumo intenso della vegetazione mediterranea... E’ un brano di verità che forse cela una sottile e quasi impercettibile malinconia ..."
(Sara Merlino - presentazione della personale a evvivanoè esposizioni d'arte, marzo 2006)

 

"...L'artista ama raccontare una natura fra luci e riflessi, dai colori cangianti e verosimilmente accattivanti... Un paesaggio naturale e ricco di effetti ottici, che apportano grandi e infinite conoscenze della sua creatività visiva..."
(Gerard Argelier)

 

"...Rasero è molto bravo per le prospettive che sa creare, dimostrando di conoscere quelli che sono gli elementi base del disegno assonometrico e della prospettiva.
Molto efficace nei colori, l'artista dona forza all'atmosfera tipica ligure. Riesce a conferire espressività non solo al segno, alla forza vibrante e l'energia del colore, ma anche ai particolari: lo scorcio di una casa, una villa sul mare. 
Dimostra quello che è un assunto cristiano: dietro a ogni cosa, quindi a ogni casa, c'è il pensiero, e pensare è pittura, e c'è l'anima che naturalmente sostiene il progetto stesso. 
Quindi sono quadri d'anima..."
(Alfredo Pasolino)

 

"...A suo modo egli è un poeta, dell'atmosfera, delle piante, delle acque, del silenzio. Accolti quel tanto che convengono al suo temperamento meditativo e tenero tendente a superare la realtà per evidenziarne quella più nascosta e complessa..."
(Antonio Oberti)

 

"...Antonio Oberti lo aveva definito Poeta del Silenzio per il suo discorso pittorico volto ad una visione pessimistica, rappresentata simbolicamente da suggestive atmosfere metafisiche da cui trapelava sempre una voluta malinconia. 
Col passare del tempo, però, le forme hanno preso vita, i colori si sono accesi con i rosa ed i porpora di fiorite bouganvilles e dolci glicini e Rasero si è lasciato alle spalle le tristi case e gli alberi muti rallegrati appena da qualche fogliolina nascente, ispirato in gran parte dalla vista dei caldi e vividi colori della Liguria, facendo sì che anche i girasoli di una campagna piemontese prima cupa e dolorosa, rinascano agli occhi del pittore, e si porgano quasi invitando ad essere colti..."
(Laura Bonaudi)

 

"...Nei paesaggi di Rasero prevale il motivo dell'albero, nel suo lavoro c'è sempre la volontà di mediare il dialogo tra la molteplicità di sensazioni che lo assalgono quotidianamente , ed il bisogno di comunicare agli altri il magnifico mondo delle emozioni che chiede di visualizzarsi in gesto, il colore, la traccia poetica..."
(Massimo Centini)

 

"...Il suo sguardo coglie e trasferisce sulla tela tutte le vibrazioni cromatiche del mare e delle fronde, con contrasti luce/ombra di limpidezza incredibile che emergono prepotenti e delicati insieme, con tocco sicuro e pulito..."
(Claudia Bocca)

 

"...La freschezza del colore, l'armonia delle tinte, il sapiente accostamento cromatico (caldo-freddo, luce-ombra) ci colpiscono per primi, i gialli, i malva, i viola, i grigi sono per lo più usati schietti, così come le terre li danno. La sommessa musica ed il forte concentrato di molti accostamenti saltano agli occhi in ogni composizione. Sicurezza di segno e di tocco si accompagnano, in Rasero, a questa sensibilità nel colore. Scelte scenografiche, di quella nitida resecazione della natura, soltanto in apparenza indifferente, in realtà guidata da una inflessibile regione ritmica che dal 'presto' trapassa, in pause misurate, ad un 'largo' melanconico, come in uno specchio di cristallina limpidezza, il tutto a prova di una piena vena e capacità compositiva e cromatica..."
(Laura Bonaudi)

 

"...Il paesaggio spesso si accende di cromìe se un roseto o un cespuglio di lillà si abbarbica contro un muro baciato dal sole; il contrasto cromatico dà allora motivo al pittore per comporre una pagina di grande suggestione..."
(Carlo Morra)

 

"...Si tratta di uno stile espressivo meditato, più poetico che descrittivo. E' così che Piero Rasero può superare una verità soltanto paesaggistica e raggiungere una narrazione pittorica ricca di profonde vibrazioni spirituali..."
(Ennio Concarotti)

 


  Home Page | Eventi in Corso | Appuntamenti | La Critica | Poster Top Art | Il documentario su Piero Rasero | Galleria Virtuale |